Mostre Personali 2019

Gli autori (in ordine alfabetico):

ANTONIO BARRELLA
“Gioielli d’Italia”

Mosaic created using TurboMosaic software from www.TurboMosaic.com
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Il cibo è un tema universale in tutte le culture del mondo e in tutti i tempi: ha ispirato artisti che attraverso la riproduzione della quotidianità hanno descritto e criticato la realtà sociale raccontandone il potere, la ricchezza, la decadenza, la vita e la morte.

Il cibo e l’arte sono un connubio fecondo e ricorrente che può essere raccontato attraverso visioni oniriche o reali riproducendone gli aspetti meno evidenti valorizzandone ed esaltandone forme, colori, luce e significati.

Il cibo, bene prezioso, indispensabile e grande risorsa, scomposto e ricomposto attraverso micro gioielli emerge grandioso e brillante al pari del suo stesso core. (A.B.)


MARIO CUCCHI
“Six thoughts on the same thing”

(archive of my vision on everyday objects)

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40 oggetti di uso comune fotografati in sei pose diverse, un totale di 240 immagini catalogate in ordine alfabetico in un vecchio schedario.
Un progetto fotografico che esplora l’estetica del quotidiano per reinventarlo partendo dalle cose più semplici attorno a noi.

Oggetti presi dalla banale quotidianità, che tutti possediamo nelle nostre case e che utilizziamo ogni giorno con disinvolta superficialità.

Diventano oggetti mistici, che assurgono a una dimensione metafisica e surreale.

Non sono più forbici, caffettiere, occhiali o pennelli ma proiezioni del nostro inconscio che evocano emozioni inquietanti: come asserisce Freud, divengono dei “perturbanti”.

Queste immagini evocano alla mente i ready-made di Duchamp o i “rayogrammi” di Man Ray propri di quel filone dadaista dei primi del novecento.

Sei punti di vista sei concetti dello stesso oggetto. Ognuno di noi fa sei letture differenti, proiettando nelle ombre profonde e nell’apparente confusione dello sfuocato,

i sentimenti sprigionati dal proprio inconscio, appropriandosi dell’immagine e introiettandola nel proprio universo onirico.

Tutti gli oggetti vengono proposti secondo diverse angolature oltre che in posizioni improbabili,

come se le leggi dello spazio, gravità e tempo non avessero alcuna influenza.

Qui, altrove, in una realtà trascendente dove l’inverosimile diviene possibile e naturale, come in un campo quantistico.


VINICIO DRAPPO

“Single&Food

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Seimilioniottocentosessantaseimila. È il numero dei single che vivono nel nostro Paese, secondo i dati diffusi dall’Istat nel mese di settembre del 2011.
Un dato che fa riflettere ed è destinato ad aumentare, come rileva la tendenza emersa dalle ricerche svolte dallo stesso istituto negli ultimi anni. Questa consistente fetta di popolazione, formata per oltre il 55% da uomini, è il risultato di una trasformazione sociale che riguarda principalmente l’istituzione familiare. Un’evoluzione portatrice di istanze e problematiche fino a pochi lustri fa ritenute marginali. Oggi i single si sono ritagliati uno spazio proprio nella gestione del tempo libero, nella ricerca di un’abitazione, nel turismo, nei consumi, soprattutto in quelli alimentari, divenendo un nuovo target di riferimento per ricercatori sociali e per gli uffici marketing delle aziende.

In questo progetto fotografico d’impronta socio-antropologica, l’autore si è concentrato nella relazione tra single e cibo, analizzata in diverse età dell’uomo, affrontata in differenti storie personali. Tutte le persone riprese sono single per scelta, come la signora Nella, che ha spento 92 candeline, e che si è separata da suo marito quarant’anni fa. Da allora vive in quasi totale solitudine. Oppure Salvatore, settantasettenne benestante che da sempre consuma i pasti preparati per lui da una governante, oppure Remo imprenditore nel settore della cosmesi che porta il suo animo romantico e il suo amore per il tango anche a tavola. Ma ci sono anche studentesse universitarie, impiegati, artisti, appassionati di pasticceria e di musica. Tutti rigorosamente consumatori “monoporzione”.


LAURA MALATERRA

“Facce di Cibo”

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Le “Facce di Cibo” fanno parte del progetto “Il Cibo in Palcoscenico” dove il cibo è il protagonista di storie, ricordi, immagini, sapori e profumi. La scintilla è scoccata quando ho deciso di portare il cibo in teatro scrivendo i testi e curando la regia di due spettacoli “Cibi Gridati” e “Donne che cucinano la vita”. Al cibo ho dedicato il mio libro “Ricordi di cibo, il cibo dei ricordi” e fotografici racconti surreali sul blog “L’ovo di Piero” in ricordo del famoso uovo di Piero della Francesca. Le “Facce di Cibo” sono dedicate ai luoghi e alle persone incontrate nei miei viaggi, nascono dalla gioia di assaporare i cibi e conversare con chi quei cibi li prepara, con chi quei luoghi li abita e li conosce. Sono un gioco saporito le “Facce di Cibo”, mi guardano di soppiatto dal piatto, a volte mi sorridono e rendono quei posti e quei momenti indelebili nella mia memoria. Il cibo invade la scena e ogni piatto diviene un immaginario palcoscenico.

http://www.lauramalaterra.it/Foto/FotoFacceDiCibo/index.htm
www.lauramalaterra.it/Foto/FotoFacceDiCibo/index.htm


MAURO NORI
“Street food”

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L’Italia ha una grande tradizione di cibi di strada perché conciliano praticità e costi contenuti sono proposti con modalità sempre più di tendenza, quelle del cosiddetto “Street food”.

Negli ultimi anni sempre più giovani in cerca di lavoro si orientano e si cimentano nella produzione di cibi da consumare velocemente cucinati in furgoncini appositamente attrezzati che rifanno il verso ai “Food truck” americani.

Il motivo di tanto interesse è dato dal fatto che si consuma il cibo in modo sempre più veloce, ma anche perché l’investimento per intraprendere questa attività è relativo, e molte volte il fai da te e la proverbiale fantasia italiana aiuta a limitare l’investimento per iniziare a lavorare.

Si assiste così ad una esplosione di cibi, legati perlopiù a specialità locali “arrosticini, pizza fritta, piadine, porchetta, bombette, lampredotto, trippa…” etc. preparati in furgoni coloratissimi e illuminati con luci colorate. L’effetto nella notte di questi automezzi allestiti con molta cura, è quello di piccoli teatrini dove gli attori sono rappresentati molto spesso da giovani che hanno sacrificato e messo da parte anni di studio e lauree che non hanno dato i frutti sperati.

L’umanità che sta dietro a tutto questo qualche volta è rappresentata triste e infreddolita, cosciente di fare una cosa, ma con la voglia di fare altro, icone Pop contraddittorie ma piene di vita.

Fra i tanti giovani però c’è chi, nonostante la fatica e le difficoltà, non ha perso l’ironia, questo è il popolo dello “Strit fud” traduzione italiana del gusto.

 

FRANCESCO ROSSINI
“La Ciamella e le Intusse di Itieli”
(foto di F.Rossini, M.Nori, R.Pileri)

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Il piccolo paese di Itieli, nel Comune di Narni, un centinaio di residenti, celebra da tempo immemorabile la festa del patrono San Nicola in maggio.

Oltre all’aspetto religioso, l’organizzazione della festa, rivolge le proprie energie alla realizzazione delle ciambelle (pani rituali) e alla realizzazione delle “Intusse” (fiaccole fatte con legno di pino e realizzate da ciascun partecipante, alte e con una forma particolarissima, quella di un cono rovesciato, che richiama antichi riti pagani in cui il fuoco ricopriva un ruolo essenziale per la celebrazione dell’arrivo della bella stagione) per la processione notturna il giorno della festa del Santo.

Le ciambelle (“ciammelle”) si preparano artigianalmente i due giorni precedenti la festa: agli uomini spetta il compito di impastare a mano nelle madie e di preparare i forni di cottura a legna, le donne puliscono l’anice, modellano le ciambelle le fanno bollire per cuocerle poi nel forno. Sono ancora le donne ad imbustare più di 1200 pani per la distribuzione a tutti i partecipanti alla processione notturna delle Intusse.

La ciambella, la cui precisa ricetta è custodita dalle donne più anziane, è un prodotto a base di farina, lievito, olio, anice, acqua, sale e vino: la procedura di realizzazione che, dopo l’impasto degli ingredienti siano messe a lievitare, quindi lessate ed infine cotte al forno a legna.

Il terzo sabato di maggio gli uomini sono impegnati alla realizzazione delle Intusse da distribuire per la processione notturna intorno al colle del Censo. A tutti i partecipanti la processione verranno consegnate le ciambelle, ma il giorno successivo i festaroli si preoccuperanno di distribuirle a malati ed infermi che non hanno potuto partecipare alla cerimonia. La festa si conclude la domenica con una messa ed una processione in onore del santo. Il momento della produzione delle ciambelle rituali e delle intusse genera un forte legame tra i vari volontari, che trovandosi a condividere nei medesimi spazi le stesse attività, danno vita a forti espressioni di complicità e confidenza. L’impegno posto dalla popolazione di Itieli, consapevoli di essere gli ultimi custodi di una tradizione antichissima, fa si che queste ritualità conservino il carattere antico che altri castelli vicini, nella così detta Valle dei Fuochi, hanno perso.


GRAZIANO PEROTTI

“Il pane del Tagikhistan, Uzbechistan, Marocco e Giordania”

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ROBERTO PILERI
“Souk Kasbah”

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Così come un mercato è rivelatore dell’anima di un paese, i souk del Marocco sono il riflesso più intimo e appassionante della realtà di questo incredibile regno.

Il souk è il cuore della città e della vita: vi si ritrovano i marocchini di tutte le classi e condizioni sociali. E’ un luogo dove ci si incontra, dove si va a far spesa, ma anche a mettersi in mostra, chiacchierare e osservare. È un luogo davvero appassionante e appassionato.

All’inizio, è un luogo di odori.

La cosa che colpisce di più quando si arriva in un souk è senza dubbio questo mix di odori davvero inebrianti e unici. Dalla menta fresca alle varie spezie, agli odori di carne alla griglia o di pesce fresco, avrai i sensi in allerta in ogni angolo dei mercati locali. Sapori multipli, piaceri del gusto, dolci, crêpes, ortaggi, olive.

Viene voglia di assaggiare e di comprare tutto per gustarlo.

ANTONIO POLITANO
Video: “La Dieta Mediterranea, stili di vita” e
“Hunger Italy”
(per National Geographic)

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Quando si parla di fame, si pensa in genere a realtà di paesi altri, lontani, in via di sviluppo. Eppure ogni giorno in Italia milioni di persone fanno i conti con la mancanza di cibo. Alcuni la chiamano insicurezza alimentare, altri malnutrizione, i più tecnici parlano di scarso accesso a cibi proteici ed energetici. I dati descrivono il disagio, l’allarme fame in Italia.

MARCO RAVASINI
“Quello che getti dalla finestra prima o poi rientrerà della porta”

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Campagna della Provincia di Catanzaro sul riciclo rifiuti (anno 2005).
Utilizzare discariche abusive o disperdere i rifiuti non fa male solo all’Ambiente, fa male anche a noi.

ANDREA SABATELLO
“Just some colors”

Nelle fotografie qui esposte si è cercato di rappresentare il cibo come elemento onirico, nutrimento sia del corpo che della mente, ricerca del bello e del buono. Alimento non solo della nostra storia come esseri umani, ma anche della nostra capacità di essere narratori di gusti e tradizioni.  Un viaggio dentro il senso del cibo che ci aiuti a superare la contingenza dei milioni di immagini che ogni giorno ci sommergono dalle pizzerie ai ristoranti più esclusivi con risultati spesso indistinguibili.

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PATRIZIA SAVARESE
“Nice… but healthy food!”

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Foto tratte da diverse serie su frutta, vegetali, legumi, pesce azzurro.Alcune commissionate da STCC (Tipografia della Camera dei Deputati, per i calendari annuali), alcune prodotte per l’agenzia americana GettyImages, altre per libri sul cibo. (BLUEFISH BLUESEA / MINIMAL: foto in 1metroquadro / TUTTIFRUTTI / THE EARTH OF GREEN).Mi piace giocare con le composizioni equilibrate, un esercizio paziente e riflessivo. Immagino una dimensione nascosta dietro alla semplicità apparente. La frutta evoca l’infanzia, i racconti dei bambini, la semplicità assieme alla ricchezza della natura.

“Studiare le strutture naturali, osservare l’evoluzione delle forme può dare a tutti la possibilità di capire sempre più il mondo in cui viviamo.” (scriveva Bruno Munari in “Arte come mestiere” – 1960)
La nostra frutta e la nostra verdura sono patrimonio da conservare, proteggere da inquinamenti e manipolazioni genetiche e distruttive. Un patrimonio che regala salute e benessere sia come cibo che come bellezza.
Le serie:
VERDURE VOLANTI/ GREEN FOOD: *la serie Green Food ha ricevuto il Primo premio e menzione d’onore per la “Qualità creativa in fotografia professionale” da Tau Visual (Associaz.Fotografi Professionisti)/ FRUITS COLORS/ VEGETARIAN/ OFFICINALIS/ VERTICAL COMPOSITION/ PASTA BIO/ BLUEFISH BLUE SEA Pesce azzurro, Mar Mediterraneo, Mare Nostrum, a rischio…
A rischio come la nostra salute, il nostro cibo sano e le tradizioni dei nostri pescatori.
Dedicato a chi vuole preservare l’Ambiente.
* THE EARTH OF GREEN: piccoli giardini zen per addestrare la mente e lo sguardo (in mostra al Ristorante La Botte di Lugnano)
L’intento, commerciale e non, è stato quello di dare rilievo e bellezza a questi cibi sani con una composizione insolita rispetto al classico still life,


MONICA SGANDURRA
“Caffe Floreale”

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Il #caffefloreale è un piccolo rito che compio quasi ogni mattina sul mio profilo Instagram per augurare il buongiorno: caffè e fiori come piccolo momento condiviso di bellezza e serenità fermato in un veloce scatto fotografico
realizzato con un iPhone 6.
cakegardenproject


ANGELO TURETTA
“La grande bouffe”

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Reportage sulle feste e le abbuffate romane…

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